FISIOTERAPIA E LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

 

Il ginocchio è una struttura articolare complessa la cui stabilità è garantita non solo dall’attivazione della muscolatura circostante, ma anche da forti legamenti e da una capsula molto resistente.
Per essere pù specifici, il ginocchio presenta due legamenti crociati: uno anteriore e uno posteriore. L’aggettivo “crociato” è riferito alla disposizione spaziale dei legamenti: nel loro decorso fra tibia e femore, passano uno dietro l’altro descrivendo una piccola “X”.
La loro funzione è di garantire stabilità nei movimenti rotazionali del ginocchio e in iperestensione (crociato anteriore) e in iperflessione (crociato posteriore).

Come avviene la lesione?

Normalmente, la lesione del legamento crociato anteriore può avvenire in seguito ad un trauma diretto – come ad esempio un impatto con un avversario – oppure ad uno indiretto.
Quest’ultimo rappresenta la tipologia di trauma più comune e avviene in seguito ad un meccanismo di valgo di ginocchio associato ad una rotazione esterne di tibia e interna di femore.
Può verificarsi soprattutto in sport molto dinamici quali calcio o basket, in particolar modo quando l’atleta si trova a dover cambiare rapidamente direzione o atterrare da un salto.

Quali sono i sintomi?

In seguito ad un trauma con lesione del legamento crociato anteriore, l’atleta accusa:
• dolore
• gonfiore articolare
• instabilità
• limitazione del movimento (soprattutto in estensione)

Chirurgia o riabilitazione?

La scelta del percorso da seguire è fondamentale in vista di un ritorno completo all’attività sportiva e, ovviamente, alle attività di vita quotidiana.
Studi scientifici recenti hanno anche evidenziato come, a 6 mesi dalla lesione, il legamento possa guarire spontaneamente, ma sono lavori che necessitano ancora di ulteriori prove a favore.
Al giorno d’oggi, è possibile optare per il trattamento conservativo con la fisioterapia nel caso in cui il soggetto presenti le seguenti caratteristiche:
• ginocchio non dolente e asciutto;
• forza comparabile fra i due arti;
• nessun episodio di cedimento o instabilità;
• scarse richeste funzionali.
Nel caso in cui il soggetto abbia ancora episodi di cedimento del ginocchio o comunque voglia ritornare a competere ad alti livelli, si opta per la chirurgia che può contare su diverse tipologie d’interventi; in particolare, per la ricostruzione chirurgica del legamento crociato possono essere utilizzati i tendini rotuleo, gracile-semitendinoso o da legamenti sintetici.
Gli innesti possono essere sia autologhi (quindi presi dallo stesso paziente infortunato) o eterologhi (da cadavere o da donatore esterno).
Sia che si decida per il trattamento conservativo che per il chirurgico, le fasi di recupero sono progressive e partono da un iniziale recupero del ROM articolare e passano per il rinforzo selettivo e globale della muscolatura degli arti inferiori (in particolar modo del quadricipite), variando gli stimoli e adeguando il carico di lavoro in base alle risposte del paziente.
Il ritorno in campo è previsto da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 9-12, ma queste tempistiche possono variare in base alle caratteristiche del paziente e alla tipologia di percorso che ha deciso di intraprendere.