La termoterapia (o diatermia) endogena, meglio conosciuta come tecarterapia, è una terapia medica basata sul calore. Tuttavia, come indica la definizione stessa, la produzione di calore non deriva da un apparecchio esterno, ma da un aumento della temperatura nei tessuti a partire dai tessuti stessi. In letteratura scientifica vi sono diverse prove dell’efficacia della terapia se associata a un piano riabilitativo personalizzato, formulato dopo una corretta valutazione della problematica.

Come funziona la tecarterapia

La tecar è una terapia fisica formata da un generatore elettrico e un condensatore composto da due piastre definite “armature”. Non appena il generatore elettrico viene avviato, si crea una differenza di potenziale tra le due piastre, il quale determina una carica nettamente positiva di un’armatura e una nettamente negativa dell’altra. Questo comporta che gli elettroliti che compongono i tessuti (ad esempio sodio, potassio o calcio), i quali presentano una carica specifica, vengano attratti maggiormente da una o dall’altra piastra. Il movimento di questi elettroliti genera l’aumento della temperatura.

Effetti della tecarterapia

Diversi studi scientifici, svolti durante il corso della storia di questa terapia, hanno individuato diversi aspetti benefici dati dall’impiego della diatermia in riabilitazione, intesa come integrazione di un piano riabilitativo personalizzato. Tra i principali vi sono:

  • Richiamo di sangue nella zona trattata favorendo il microcircolo locale
  • Stimolazione delle fibre collagene
  • Favorisce un rilassamento muscolare
  • Normalizzazione dei potenziali di membrana alterati dal processo infiammatorio
  • Riduzione del dolore
Patologie trattate

Grazie a questi diversi effetti descritti, la tecarterapia può essere impiegata dal fisioterapista in diverse patologie, tra le quali:

  • Tendinopatie inserzionali, in particolare al tendine rotuleo, Achilleo o estensori del polso
  • Lombalgie
  • Sindrome femoro-rotulea
  • Miositi
  • Sciatalgie
  • Lesioni muscolari
  • Edemi superficiali o profondi
  • Contratture muscolari
  • Distorsioni di caviglia
  • Cervicalgie
  • Dorsalgie
  • Borsiti o tendiniti di spalla
  • Fascite plantare
  • Patologie Artrosiche
Tecarterapia e riabilitazione

In conclusione, la tecar è uno strumento che può rivelarsi utile in ambito fisioterapico in quanto permette di integrarsi in un percorso riabilitativo. Tuttavia, per coglierne appieno gli effetti benefici e soprattutto avere dei buoni outcome a medio-lungo periodo, è necessario che il paziente segua un programma riabilitativo altamente personalizzato, individuato da uno specialista a seguito di un’attenta valutazione della patologia e della persona.

dott. Alessandro Mantia, dott. Francesco Perelli